CHE SOLE! CRONACA SEMISERIA DI DUE ASPIRANTI INSA
di Fabio Da Re
Se conoscete Alessandro De Toffoli, sapete già cosa dice appena mette il naso fuori dalla porta: «Che sole!». Lo dice con il cielo azzurro, e fin qui niente di strano. Lo dice però anche nella nebbia, sotto la neve e alle quattro del mattino con la frontale accesa. È ottimismo allo stato puro, o forse una forma lieve di daltonismo meteorologico. In ogni caso è stata la colonna sonora del nostro ultimo anno.

Io e Ale ci siamo conosciuti una decina d'anni fa proprio grazie alla Scuola Monte Messer. Da allora abbiamo condiviso tracce, soste e parecchi caffè in autogrill (e, inutile nasconderlo, birre!). Dopo il corso ISA del 2020–2021, che il Covid ha trasformato in un'odissea biennale, ci eravamo promessi un po' di riposo. Promessa durata poco: nell'autunno 2024 eravamo di nuovo lì, iscritti al XXXII Corso/Esame per Istruttori Nazionali di Sci Alpinismo della Scuola Centrale.
Cinque moduli in un anno, da un capo all'altro delle Alpi. Il percorso è iniziato a ottobre con un weekend di pioggia a Padova, nell'aula-capannone del Centro Studi Materiali e Tecniche. Nella stanza fredda il fiato dei compagni creava una specie di nebbia, illuminata dai neon. E Ale, sotto il Doderò, ha esordito con un «Che sole!».

A febbraio ci siamo spostati nelle valli del San Bernardo per il modulo di scialpinismo invernale: quattro giorni di analisi del manto nevoso, gite da preparare e condurre, la discesa sotto gli occhi degli esaminatori e soprattutto la temuta prova di autosoccorso con ARTVA: tre apparecchi sepolti, il cronometro che corre e il cuore a mille. Il meteo, per buona parte del modulo, ha fatto di tutto per mettere alla prova l'ottimismo di Ale: cielo grigio, neve e vento. Lui, imperterrito: «Che sole!», questa volta per scacciare via la tensione. Io in Valle d'Aosta ci sono arrivato che già non stavo benissimo, e il venerdì sera avevo 39 di febbre. Dopo una notte incerta e parecchia Tachipirina, sono riuscito a portare a casa anche i due giorni restanti. #chesole!
Ad aprile è toccato alla Val di Vizze: ghiacciai, macro e micro traccia, gruppi da condurre lungo una rotta prestabilita. L'impegno fisico richiesto è stato importante, per fortuna che eravamo ben equipaggiati con integratori, barrette, sali minerali, un bel firn che non fa mai male e tanta voglia di portare a casa il modulo. Indovinate cosa ha detto Ale all'arrivo.

A giugno il modulo di alta montagna nel gruppo del Bernina: sveglia nel cuore della notte, ramponi, piccozze e manovre di autosoccorso da spiegare mentre le dita perdono sensibilità. Per fortuna un esame non è fatto solo di valutazioni tecniche, ma anche di itinerari di ampio respiro, e scoprire nuove mete è sempre un arricchimento. Ricorderò a lungo la salita al seracco del Piz Cambrena, un itinerario di misto e ghiaccio fino a 80°. Una soddisfazione doppia in un'estate avara di belle salite su ghiaccio, complici le temperature sempre più alte.
Gran finale a settembre sulle Alpi Apuane, dove gli scarponi hanno lasciato spazio alle scarpette e all'arrampicata su calcari quasi dolomitici. Lì, finalmente, il sole c'era davvero, e per una volta Ale aveva ragione… E a fine modulo è arrivato il verdetto: idonei, tutti e due.
Cosa ci portiamo a casa? Nuove conoscenze tecniche, certo, ma anche un confronto prezioso con istruttori e colleghi da tutta Italia, e la voglia di riportare tutto questo alla nostra scuola e ai nostri allievi.
Chiudo con un grazie sentito alla Scuola Monte Messer e alle sezioni CAI di Vittorio Veneto, Pieve di Soligo e Conegliano che ci hanno sostenuto in questo percorso. Un grazie a Edo (Edoardo Fioretti) e a tutti gli istruttori e amici che ci hanno accompagnato nei lunghi mesi di preparazione. E grazie soprattutto alle nostre famiglie, Alessia ed Eleonora in primis, che hanno "sopportato" weekend sacrificati, zaini in corridoio e partenze all'alba. Senza di loro, altro che #chesole.



Commenti