

Scuola Intersezionale CAI di SciAlpinismo
L'Istruttore del Club Alpino Italiano
Molti appassionati, dopo aver frequentato uno o più corsi presso le Scuole del CAI, si chiedono quale sia il percorso per passare "dall'altra parte" e diventare Istruttori. Quali caratteristiche servono? Quali responsabilità comporta?
Prima di entrare nei dettagli, è importante fare chiarezza su una domanda frequente per chi non è addentro agli aspetti normativi dell’accompagnamento in montagna: qual è la differenza fra una Guida Alpina e un Istruttore CAI?La distinzione, regolamentata dalla Legge dello Stato (L. 6/1989), è netta: le Guide Alpine sono professionisti che fanno dell’accompagnamento in montagna il proprio mestiere;
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gli Istruttori CAI sono volontari che operano a titolo completamente gratuito all’interno del sodalizio. La figura dell’istruttore è quindi riconosciuta e legittimata dalle leggi dello Stato, ma mentre le Guide concentrano la propria attività principalmente sull’accompagnamento e strutturano liberamente la propria offerta, gli Istruttori agiscono esclusivamente all’interno delle Scuole CAI. Operano secondo le rigorose linee guida definite dagli organi centrali (in particolare dalla C.N.S.A.S.A. – Commissione Nazionale delle Scuole di Alpinismo e Sci-Alpinismo), lavorando principalmente con l’obiettivo di rendere autonomi nella pratica della montagna i propri allievi.
Va evidenziato che il grado di professionalità (non professionismo, in quanto volontari) richiesto a un istruttore del CAI è molto alto: da qui la necessità di un percorso a vari livelli, che richiede tempo, applicazione e passione per l’insegnamento.
Il percorso formativo: da Allievo a Istruttore
Come descritto nella sezione dedicata alle possibilità di ingresso nel nostro organico, il percorso inizia con un primo approccio alla didattica in veste di Osservatore. È solo il primissimo passo, che di fatto non certifica ancora l’ingresso ufficiale in organico.
Un Osservatore è un allievo a tutti gli effetti, non ha alcun tipo di responsabilità o titolo di insegnamento, ma ha l’importante compito di osservare come gli istruttori si preparano, valutano il da farsi e agiscono all’interno dei corsi. Inizia a "buttare un occhio dietro le quinte": lo scopo è quello di capire se il percorso all’interno della Scuola può essere per lui interessante e, allo stesso tempo, permette alla Scuola di conoscere meglio il candidato.
Ma come si evolve la "carriera" tecnica di un volontario all'interno delle Scuole del CAI? Il cammino è strutturato per gradi, per garantire una crescita solida e tutelare sempre sia gli allievi che i futuri istruttori.

L'Aspirante Istruttore Sezionale e il periodo di prova
Dopo la fase iniziale come Osservatore, che ha durata minima di un anno, il candidato, dopo valutazione e indicazione del Consiglio Direttivo, assume la qualifica di Aspirante Istruttore Sezionale. A questo punto è inserito ufficialmente nell'organico della Scuola e registrato nell’apposito portale.
È in questa veste formale che affronta il vero e proprio periodo di prova (della durata minima di 1 o 2 anni). Durante questa fase, l'Aspirante inizia a partecipare attivamente alla didattica, affiancando sempre istruttori qualificati o titolati e iniziando a prendere confidenza con la gestione degli allievi e la preparazione delle lezioni, senza tuttavia avere responsabilità dirette, che rimangono in capo agli istruttori di ruolo.
Il passaggio da Aspirante a membro effettivo del corpo Istruttori della Scuola non è automatico al termine del periodo di prova. Richiede una valutazione attenta, espressa collettivamente da tutti gli istruttori della Scuola, che si basa su principi per noi imprescindibili:
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Solidità tecnica e pratica.
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Efficacia didattica e comunicativa.
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Un buon bagaglio di attività personale.
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Disponibilità reale a partecipare alla vita della Scuola, sia nella didattica che nell'organizzazione.
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Sintonia con l'etica dell'andare in montagna promossa dal CAI.
Questi standard sono elevati perché il nostro obiettivo finale è uno solo: poter dire con assoluta certezza "a questa persona possiamo affidare in sicurezza i nostri allievi". È un'assunzione di responsabilità importante, condivisa da tutta la Scuola.
I Livelli di Titolo
Una volta superato questo traguardo fondamentale, il percorso ufficiale si articola sui seguenti livelli: sezionale. regionale e nazionale
L'Istruttore Sezionale (Istruttore Qualificato)
Al superamento del periodo di prova, l'Aspirante viene promosso a Istruttore Sezionale ed entra a pieno titolo nella nostra "famiglia", che a livello nazionale conta migliaia di volontari. L'Istruttore Sezionale è una figura Qualificata (la cui nomina è formalizzata e garantita dal Direttore della Scuola). Può gestire piccoli gruppi di allievi in ambiente e tenere lezioni teoriche, operando sempre sotto la supervisione e le direttive degli Istruttori Titolati. È una fase di grande crescita pratica e didattica, l'anticamera per i titoli superiori. La permanenza nel ruolo di Istruttore Sezionale è di minimo un anno, successivamente è possibile sottoporre la candidatura al corso-esame per Istruttore Regionale, previa approvazione del Consiglio Direttivo della Scuola e della Sezione CAI di appartenenza.


L'Istruttore Regionale (Titolato di 1° Livello)
Per acquisire il Titolo di Istruttore Regionale (ad esempio ISA per lo Scialpinismo o IA per l'Alpinismo), è necessario superare un rigoroso “corso-esame” della durata di circa un anno, suddiviso in moduli, organizzato con cadenza biennale e tenuto dalla Scuola Interregionale. Durante le prove, valutate da Istruttori Nazionali esterni alla propria Scuola, il candidato deve dimostrare la totale autonomia nell'insegnamento e nella conduzione in sicurezza di un gruppo in vari ambiti alpinistici e scialpinistici, su ghiaccio, roccia e neve. Vengono valutate la tecnica, l'autosoccorso, la topografia, ma soprattutto la maturità alpinistica, il senso di responsabilità e l’atteggiamento, quindi quella che viene definita “la figura dell’istruttore”. L'Istruttore Regionale è un "Titolato" a tutti gli effetti e ha l'abilitazione per poter dirigere i Corsi (base e avanzati) all'interno della propria Scuola. La permanenza nel ruolo di Istruttore Regionale è di minimo un anno, successivamente è possibile sottoporre la candidatura al corso-esame per Istruttore Nazionale, previa approvazione del Consiglio Direttivo della Scuola e della Sezione CAI di appartenenza.
L'Istruttore Nazionale (Titolato di 2° Livello)
È il gradino più alto della formazione CAI (ad esempio INSA per lo Scialpinismo o INA per l’Alpinismo). Vi si accede tramite esami severi a livello nazionale, della durata di circa un anno e riservati a chi ha già maturato un'eccellente esperienza come Istruttore Regionale. L'Istruttore Nazionale non solo garantisce il massimo livello tecnico e didattico nei corsi, ma è anche la figura preposta alla formazione e all'esame dei futuri Istruttori Regionali e Nazionali, e può entrare a far parte della Scuola Interregionale o della Scuola Centrale seguendo le procedure previste.
Diventare Istruttore è un percorso appassionante, impegnativo, divertente e appagante al tempo stesso. Offre opportunità di crescita che difficilmente si possono ricevere in altri ambiti, ma richiede spirito di servizio e totale disponibilità verso gli allievi dei nostri corsi perché, alla fine, sono loro i nostri esaminatori più severi!
Se siete interessati a saperne di più, contattateci!
